Storia archivistica
Dopo la fondazione dell'Istituto, del 1909, non si hanno riferimenti all'archivio fino al momento della riorganizzazione degli uffici prevista nel 1927, durante il periodo del commissario. Si pensò allora di istituire un titolario d'archivio, sul tipo delle altre amministrazioni pubbliche, come si può vedere nel testo dell'ordinanza n. 186 del 31 dicembre 1927. Contestualmente all'adozione di tale strumento per le pratiche correnti, si mirava a sottoporre a classificazione anche il pregresso, ma non si ha riscontro di una sistematica applicazione di tale prassi nella documentazione pervenutaci, anche se certamente questo sarà stato applicato per parte delle carte perdute nella alluvione di Firenze del 1966. Il deposito d'archivio si trovava allora nel piano interrato del palazzo fiorentino sede dell'ente, nella via Fiesolana, e fu invaso dalle acque nella notte del 4 novembre 1966. Dopo un salvataggio di poche carte dell'archivio e della raccolta dei disegni su lucido, l'archivio fu trasferito nei locali annessi al blocco di case popolari di via Circondaria, in città.
Alla fine degli anni Novanta del Novecento, i dirigenti dell'Istituto fiorentino manifestarono alla Soprintendenza archivistica per la Toscana l'idea di avviare un'indagine nel loro archivio sia per avviare una corretta procedura di selezione del materiale da sottoporre a scarto, che per rendere reperibile e consultabile ai fini della ricerca l'intero archivio. Nel febbraio 2001, è iniziata l'operazione di riordino che ha condotto, nel dicembre del 2003, alla stesura dell'inventario, di un titolario e di un massimario di scarto. Allora, le carte si trovavano nella sede centrale dell'Istituto in via Fiesolana a Firenze e nel deposito di via Toti, attuale sede di conservazione dell'intero complesso archivistico. L'archivio viene continuamente consultato da parte degli operatori di Casa Spa che, dal 2003, ha ereditato le mansioni di manutenzione del patrimonio del vecchio Istituto. Per questo motivo, l'archivio viene con difficoltà considerato 'storico' anche se conserva documenti molto più antichi del limite dei quaranta anni.
Al termine dei lavori di riordino, l'Azienda territoriale edilizia residenziale - Ater che dal 1986 aveva ereditato beni e competenze del cessato Istituto, ha chiesto la dichiarazione di notevole interesse che è stata emessa con provvedimento n. 586 del 13 dicembre 2004.